mostre

La doccia di notte, tecnica mista su carta, cm 20x20 - Debora Piccinini Artista

Confini soggettivi (Galleria Il Chiasso Perduto, Firenze, 2019)

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Mostre / Confini soggettivi (Galleria Il Chiasso Perduto, Firenze, 2019)

Una volta qualcuno mi disse : “lei per dipingere un luogo ha bisogno di possederlo”. Quella che mi sembrò una sentenza incomprensibile, ho capito solo molti anni dopo quanto fosse vera.
È proprio così. Per dipingere qualcosa devo farla mia. La fotografia non mi è mai bastata, non ci vedo niente attraverso. Per dipingere un luogo devo entrarci dentro: passeggiarci, starci, sentirne gli odori, i suoni; conoscerlo attraverso gli oggetti e le persone che lo abitano. Disegno, fermo su carta e nella testa visioni, linee, luci e ombre. Registro, raccolgo il materiale visivo di cui ho bisogno per poi smontarlo, ricostruirlo e raccontarlo a parole mie. Gli oggetti che abitano un luogo mi svelano storie di chi quel luogo lo vive o la ha vissuto ed è qui che sento l’urgenza di dipingere: per raccontare storie, storie di Bellezza e di misteriosa esistenza della vita quotidiana.
La copia della realtà fine a se stessa non mi interessa, il dato reale è solo il punto di partenza di un profondo processo creativo che conduce in una realtà ribaltata, inventata, deformata, ma per me più vera del Vero.

L'arazzo per le bimbe, tecnica mista su carta, cm 7x9 - Debora Piccinini Artista

Visite nella case d’artista: certamente, la casa di Xavier Bueno! (Firenze, 2017)

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Mostre / Visite nella case d’artista: certamente, la casa di Xavier Bueno! (Firenze, 2017)

La pausa, tecnica mista su carta, cm 17x13. (2017)

“4×1=1°” Giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze per Primo Conti (2017)

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Le fonticine, grafite, pigmento e caffè su carta intavolata cm 100x80 - Debora Piccinini Pittrice

Album. Esercizi di disegno (Rifugio Gualdo, Sesto Fiorentino [FI] 2014)

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Don Milani, il mio maestro (2015)

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Mostre / Don Milani, il mio maestro (2015)

Cava di marmo, grafite e caffè su carta-intavolata cm 101x144 (2013) - Debora Piccinini Pittrice

Terrarossa: la Lunigiana di 14 pittori (Castello di Terrarossa, [MS] 2014)

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Mostre / Terrarossa: la Lunigiana di 14 pittori (Castello di Terrarossa, [MS] 2014)

Cava di marmo, grafite e caffè su carta-intavolata cm 101x144 (2013) - Debora Piccinini Pittrice

Strana estate quella a Terrarossa. Cominciata con un terremoto e con il desiderio di raccontare quel posto con i ritratti della sua gente. Ma, come ogni estate, dimenticavo che c’è sempre qualcosa che stravolge i piani, un’immagine che si imprime negli occhi e non ti lascia più. Non avevo mai visto i monti di marmo di Carrara, ne’ mai un paesaggio mi aveva così fortemente impressionata con suggestioni sempre nuove, sempre diverse.
Le cave di marmo sono state una rivelazione, una visione. Montagne tagliate che a volte sembrano giganti feriti dall’uomo, altre volte un miracolo; luogo strano dove i rapporti tra uomo e natura si confondono, dove le cave sono lacerazioni, ma anche creazione di paesaggi unici, visionari: città scolpite, cattedrali di marmo che nascono dal verde della montagna. Sono li da sempre, come da sempre, generosamente ci donano la loro parte più preziosa.
Montagne ribelli, anarchiche come la loro gente, erano lì, già disegnate, con le loro masse scure squarciate da cascate di Bianco.
(Terrarossa, estate 2013)

Non sono che un uomo. La vita e i luoghi di Ernesto Balducci nelle immagini di 20 giovani artisti (Firenze 2012)

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Mostre / Non sono che un uomo. La vita e i luoghi di Ernesto Balducci nelle immagini di 20 giovani artisti (Firenze 2012)

“Debora nei forti contrasti, nei neri cupi ci fa pensare ad arcane scenografie di un Appia o di Craig, dove le architetture sembrano smembrate e destrutturate, prive di una visione lineare, ma proprio per questo inquietanti e coinvolgenti”.
Mauro Partesi

Ai confini dell’abbandono (Pontassieve [FI] 2018)

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Mostre / Ai confini dell’abbandono (Pontassieve [FI] 2018)

“Nella ‘Porta del vetro e della paglia’ Debora Piccinini opera una sintesi tra significato e significante, costruendo un repertorio simbolico e un linguaggio ideografico riassuntivo della storia e della miscrostoria emersa dalle vicende e dalle memorie raccolte tra gli operai che lavoravano il vetro e la paglia, manufatti fondamentali per l’economia locale e frutto ingegnoso del  riciclo dei materiali di scarto presenti sul territorio, al limite tra autoconsumo, produzione industriale e artigianale. La creazione di un portale istoriato che documenta l’intera filiera produttiva dei fiaschi è espressione del processo di conversione dell’oggetto di uso quotidiano in immagine sacra. Figure simboliche che si caricano quindi dei valori arcaici della comunità di appartenenza,della sua identità che si è consolidata nel lavoro, trovando la propria forza nella coesione sociale, ma anche simboli della potenza creatrice dell’uomo, del suo tocco e del suo alito vitale ancora impresso nelle bolle di vetro soffiate a canna..
L’installazione site-specific collocata all’ingresso del complesso monumentale delle “Muratine” a Pontassieve, nella piazza centrale del comune, sceglie di confrontarsi con l’autenticità e la semplicità dell’arte rustica nell’uso dei materiali, delle tecniche e della scelta dei soggetti, con formelle ispirate al Battistero e del Campanile di Firenze e ai motivi decorativi delle tarsie marmoree caratteristiche dell’arte toscana fin dall’antichità.
Ogni singola formella è il risultato di lunghe ore di lavoro trascorse presso la fornace Giusti di Paterno, dove l’artista ha avuto modo di riflettere sul confronto tra la dimensione umana fatta di scambi, attese, meditazioni, ripensamenti, che sono proprie dell’artigianato e la frenesia dei ritmi di produzione e consumo imposti nell’industria.”
Valentina Filice

Camaldoli: mille anni tra spirito e natura (2012)

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Mostre / Camaldoli: mille anni tra spirito e natura (2012)

Studi di fontane. Grafite su carta, cm 17,5×25

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